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Inauguriamo casa nuova – la casa circolare

La Casa circolare.

Sono in questa casa da Gennaio, ed é ora di fare la prima festa. Ma riordiniamo prima un po’ casa e idee.

La mia stanza.

L’ho affittata cosi, giá arredata. Con letto e armadio, armadi che oggi accoglieranno tutto il disordine che ho in giro.

Il bagno.

A casa mia si chiama Ercesso – per fare onore alla cultura locale. É proprio un buchetto, ricavato all’esterno della casa, come se non fosse necessario averne uno, che in quel paio di metri quadrati racchiude tutto il necessario. Dopo la doccia a me l’ho fatta a lui.

La cucina.

I piatti della settimana ormai animati chiedevano aiuto. La lavatrice si sentiva sola da un po’. Il tavolo non vedeva la luce da qualche giorno ormai, e il frigo piangeva di solitudine. Ho accontentato tutti.

Ore 12. Dopo una abbondante colazione al bar con cappuccino e brioche, salgo sul mio bolide per andare a fare la spesa. 28 gradi. È arrivato il momento di mettere l’aria condizionata naturale: via la cappotta!!! Dopo aver recuperato patatine, bicchieri, alccol, succhi di frutta e altre robine varie si torna a casa.

E lì mi sono accorta che c’erano angoli di questa casa che non avevano ancora beneficiato della mia attenzione, come ad esempio:

Il balcone.

Il mio balcone di circa 5 metri quadrati è farcito di vasi di coccio ripieni di di piante secche probabilmente dell’inquilina precendente. Una panca di legno sostiene alcuni vegetali che non vegetano più da qualche mese ormai. Oggi è stato il momento di dare vita a nuove forme di spazio. E magari – quando avrò il tempo-  di dare anche spazio a nuove forme di vita.

Tutto il vecchio terriccio è finito in un bellissimo cassone verde. Sopravvissuti sono soltanto il tronchetto dal vaso rosa che avevo nella vecchia casa, il neonato girasole che in 2 mesi è arrivato da seme a 22 centimetri di fusto, il basilico dalle 7 vite resuscitato più volte, che vive in una bacinella d’acqua per non cedere all’estate scoppiata d’un botto, una pianta non identificata ed un geranio imperiale che sta dando i suoi primi fiori.

Il salotto.

Lui per primo ha preso le sembianze del mio mondo quando mi sono trasferita qui: giallo rosso e blu. In questa stanza ci sono accostamenti bizzarri di mobilia moderna e antica. Tutto presente all’atto dell’ affitto, tranne il tavolino rosso (ormai marchiato a vita dalla festa), e il telo giallo che ravviva un po’ uno dei due divani.

Il salone è stato semplicemente riordinato. Nessuna modifica richiesta fino al momento della festa, quando a seconda del mood è stato riorganizzato: da sala da pranzo a dance floor a shisha room. Faceva troppo caldo per fare un falò, ma magari se sarò ancora qui in inverno potrei proporre…

La festa

Tutto è iniziato con una bella cena a base di pizza.

Giuly mammapizza è arrivata con due bei fagottini: Martina (la bimba che ha dato inizio a questo blog e che mi ricorda perchè io conosco solo Pollon) che è cresciuta proprio tanto dall’ultima volta che l’ho vista, e l’impasto della pizza, anche lui cresciuto a dismisura nel traffico di Roma…complice nel tardo inizio della serata. Per compensare abbiamo battuto il record del più bravo pizzaiolo del mondo sfruttando grandi doti di sincronizzazione dal momento del parcheggio sin al taglio della pizza ortolana, passando da tecniche di preparazione orientali.

In sala da pranzo, con i primi invitati abbiamo scambiato i codici fiscali delle nostre professioni, MGR(manager), S(upply) C(hain) M(ana)G(e)R, O(utbound) L(ogistics) manager, (a)V(vo)C(a)T(o)…ecc ecc.

Dopo la prima riuscitissima pizza, il salotto si è rapidamente trasformato in rock bar. Le luci si sono abbassate, rock tv era proiettata sul muro e radiodiffusa sulla parete bianca per fare “ambiance”. I piatti sono spariti, i bicchieri sono arrivati, e insieme agli invitati anche le carovane di bottiglie.

Piano piano il volume si alzava… fino a che le casse non ci bastavano più e il team operations è arrivato con quelle più potenti e la musica da festa: Renato Zero, Pupo, la Carrà… (questa é Roma ragazzi).

Magicamente i divani sono esplosi verso le pareti e si è creata una vera e propria discoteca. Dance floor per ballare, musica ad alto volume, video musicali proiettati, divanetti, e area fumo esterna.

Il test del vicino è iniziato. E gli unici che staranno ancora meditando vendetta sono gli stessi che sono stati svegliati dai tifosi della Lazio. I dirimpettai che alle 10 – già in pigiama- guardavano verso i miei invitati senza sapere esattamente cosa fare, e che poi probabilmente sconsolati hanno deciso di tornare a dormire. E forse ci sono riusciti perchè non li ho più visti affacciarsi. Meglio così!

Alla deejay station si faceva a gara su chi avrebbe avuto la meglio, e la musica saltava da un genere all’altro, più o meno con la velocità con cui si saltava da una cassa all’altra per surriscaldamento.

In alcune zone nascevano amori, in altre si parlava di Sicilia, di mafia, di storia…

Un trenino si é formato sulle note di A-E-I-O-U-Y, ed ha iniziato a girare per casa, che é stata battezzata e ha preso la sua fama di casa circolare. E tra i gironi,  della festa circolare c’erano:

  • gli assetati: quelli che mangiavano melone fresco;
  • gli ubriachi: quelli che in mancanza di altro si davano alle uniche cose rimaste da bere (vodka kalhua e rum)
  • i golosi: che additavano mousse al cioccolato in mancanza di cucchiaini…
  • i fumatori: che a fine serata compensavano le assenze tra una boccata di nicotina e una di aria alla mela

E come in ogni discoteca, al momento della chiusura si mette musica lenta…ed un ultimo ballo sulle note di maledetta primavera ha chiuso in bellezza.

È stata una bellissima festa.

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