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Kids, Mom's Life, Travel, Viaggi

Cosa vedere in Svizzera – i vigneti del Lavaux, patrimonio dell’Unesco

Una giornata particolare tra i vigneti terrazzati del Lavaux!

Questo fine settimana sono venuti a trovarci tutti i nonni: francesi e italiani. Domenica doveva essere una giornata speciale. Volevo fare qualcosa di straordinario, che rendesse felici tutti!
Immaginavo la giornata cosí: arriviamo a Lutry, stendiamo il plaid sul prato di fronte al lago, e dopo un bicchierino di vino locale sfodero tutte le prelibatezze che ho preparato per questo evento raro. Poi dopo il caffé li sorprendo tutti con un giro per le vigne sul treno panoramico, e poi torniamo a casa tutti felici e contenti con un ricordo in piú nel cuore.

Ecco la giornata perfetta che avevo architettato.

E invece… arriviamo al lago, e scesi dall’auto un vento freddo ci scompiglia i capelli.
Il bimbo piú grande inizia a lamentarsi del freddo e fa il muso perché invece di giorcare alla nintendo lo obblighiamo a camminare in questo posto bellissimo.

I nonni italiani, che ve lo dico a fa’, non dicono nulla ma si legge in fronte che stanno pensando “ma non era meglio stare a casa e fare un piatto di pasta?!“.

I nonni francesi, iniziano a camminare lontano da tutti, alla ricerca di non so cosa. E noi cerchiamo di stargli dietro. Poi trovano una panchina, si siedono e dicono “facciamolo qui il picnic“. Io rispondo “siamo in 9, non ci stiamo tutti li.“. E loro: “metti il plaid li a terra“… io guardo a terra e vedo sassi… quindi loro sulla panchina e noi sui sassi… mmm… mi rendo conto che non sono molto collaborativi …  Allora continuo a cercare il posto perfetto. Anche se la perfezione sta sfumando…

In quel momento perdo le speranze. Io che avevo organizzato tutto per fare tutti felici, avevo creato esattamente la reazione opposta. Mi dico “la prossima volta stiamo a casa“.img_5762

Ero cosí vicina alla tristezza quando mi é venuta in mente questa frase : non cercare il momento perfetto, rendilo perfetto.

Mi dico “hai preparato tutto nel minimo dettaglio, un menu perfetto per questa giornata d’autunno, non ti sei neanche dimenticata l’apribottiglie… ora vai e passa una bella giornata“. (per il menu del picnic d’autunno – vi scriveró un post a parte domani!).

Mi sono automotivata, ho cercato un posto riparato dal vento, con una bella vista sul lago. Sto per spiegare il plaid quando sento “ma é bagnato il prato“. Quanta negativitá cosí di prima mattina! Rispondo con un sorrisone forzatoeh si! siamo ad ottobre!“. Apro il plaid – impermeabile, perché ad ottobre lo so che il prato é umido  (l’ho detto che ho pensato a tutto!) – e invito tutti a sedersi.

Stappiamo lo Chasselas, e da lí l’atmosfera é migliorata. Grazie  all’amore mio (mio marito) che ha portato una bella bottiglia di vino – anzi due. E grazie all’altro amore della mia vita (mio figlio) che con il suo entusiasmo  ci ha contagiati tutti.

img_5694I nonni italiani hanno assaggiato dei panini ai fichi col prosciutto – che é la morte sua. E i nonni francesi si sono resi conto che quando io dico picnic, non intendo un panino prosciutto e formaggio e via, come loro. Quando dico picnic, INTENDO PIC NIC. (per il menu – post in arrivo!)

A pancia piena tutti si sono riappacificati coi sensi, e aperto le speranze per apprezzare questo scorcio di natura bellissimo.

I vigneti terrazzati del Lavaux sono patrimonio mondiale dell’Unesco.

La prima reazione quando mi sono trasferita qui é stata: “perché? fanno il vino in Svizzera?!“.
Poi ho visto questi vigneti baciati dal sole, scolpiti sulle colline, a picco sul lago di Ginevra che da questo punto sembra piú un mare che un lago. Me ne sono innamorata. E poi ho scoperto che sono patrimonio mondiale dell’Unesco. E quando vedrete le foto capirete la bellezza di questo luogo.

Visitare i vigneti del Lavaux (Lutry – Cully – Grandvaux)

L’ideale sarebbe pedalare tra questi vigneti, per scoprire degli scorci bellissimi e fermarsi tra le vigne e le “caves ouvertes” per degustare il vino locale. Ma é un po’ proibitivo perché sono abbastanza ripide le colline.

In alternativa si puó organizzare una lunga passeggiata tra i vigneti, e magari organizzare un bel picnic con vista!

Questo weekend noi eravamo in 9, di tutte le etá: dai 2 ai 72. E abbiamo fatto un esperienza diversa dal solito: abbiamo preso il trenino delle vigne (Lavaux Express).

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Il trenino delle vigne

Abbiamo preso il trenino che parte da Lutry, e per un’ora e dieci fa il giro delle vigne. Per fortuna avevo prenotato i posti sul sito, altrimenti non avremmo trovato posto, nonostante sia ottobre, il trenino era pieno!

Dopo 40 minuti ci siamo fermati per un pit-stop (a base di chasselas locale per gli adulti e di succo di uva per i piú piccoli). Abbiamo fatto qualche foto ricordo, e raccolto qualche grappolo d’uva !

Il video della nostra giornata

 

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Mom's Life

Difficoltá delle mamme che lavorano.

L’autunno é arrivato.
Oggi é una giornata fredda, ma bellissima. É sempre bello quando splende il sole.

Non vuole andare all’asilo, perché vuole stare con la mamma.

Milo adora andare all’asilo, e giocare con i suoi amici – come dice lui. Ma da due settimane il mercoledí mattina inizia a piagnucolare mormorando “dove va la mamma? La mamma va al lavoro?”. E si vede che all’asilo non vuole andare. Dicono che i bambini non si rendano conto del tempo, dei giorni della settimana, ma lui inizia a sapere cos’é il mercoledi. Si perché il mercoledi é un giorno diverso dagli altri qui in Francia. Molte scuole sono chiuse, e tante mamme non lavorano il mercoledí. Quindi stamattina quando l’ho accompagnato all’asilo, era semivuoto. I suoi amici, sono a casa con la mamma. Lui, no.

Il senso di colpa. Ed il magone.

Guardarlo stringermi forte forte, dicendo “voglio stare con mamma” mi ha fatto venire il magone … ed ha risvegliato il senso di colpa, quello perenne che sará sempre li, nel cuore di mamma. Eh si, perché anche io oggi avrei davvero voluto rimanere a casa a giocare con mio figlio.

Cosa fare un questa giornata d’autunno con mio figlio.

Avremmo letto un paio di libri, magari avremmo approfondito il discorso sulle stagioni che abbiamo iniziato durante la colazione.
Poi saremmo usciti nel giardino, e avremmo giocato con le foglie secche cadute dagli alberi. Avremmo calpestato tutte le foglie per sentire il rumore che fanno, fino a trovare la piú rumorosa di tutte “senti umoe mamma”. Ci saremmo rotolati nel prato e riso a crepapelle tra attacchi di solletico reciproco, per poi entrare in casa infreddoliti e una vocina avrebbe detto “mamma fai una tisana?”, perché sa che a me piace. Poi avrebbe preso le sue tazzine e avrebbe apparecchiato la piccola tavola dell’ikea, e avremmo bevuto la tisana.

Il weekend, meglio di niente.

Ecco… una mattinata cosí non ha prezzo. E ora che l’ho immaginata, non mi resta che aspettare il weekend per poterla vivere.
Eh si perché questi momenti, sono possibili solo nel fine settimana. Sempre che non piova. Altrimenti cambieremo i piani.

La sera lo vado a prendere alle 5:30, ma a quell’ora la sua giornata é quasi terminata. Non ha le stesse energie della mattina, é stanco, ha seguito le regole tutto il giorno, ha giocatoimparatofattocosevistogente… la sera, ha bisogno di sfogarsi tra le braccia materne. Mettiamola cosí : non é certo il momento migliore. É il momento di preparare la cena, magari fare il bagnetto, un po’ di coccole e leggere qualche storia. Ma poi nanna. Ecco cosa ci resta a noi mamme lavoratrici. Il weekend.

Ma sono comunque triste, perché avrei davvero voluto passare un po’ piú di tempo con lui. Mi stanno scendendo le lacrime… ma devo comunque andare a lavorare.

Mi vengono in mente tutte quelle mamme che dicono che si é meno mamme quando si lavora. Si recentemente ho lette tanti commenti di questo tipo – soprattutto su instagram. Ecco non hanno capito un cazzo.
E poi penso a quelle che vorrebbero… ma non hanno la fortuna di essere mamme… e mi sale un po’ di tristezza per loro. Almeno io ho i fine settimana.

Oggi il mio umore va cosi. Ma ora mi metto d’impegno e cerco di finire presto, cosi vado a prendere la mia patatina e magari prima di cena riesco a portarlo al parco per una passeggiata.

Queste sono le difficoltá delle mamme che lavorano di cui non si parla mai. Quelle intangibili, che sembrano dettagli, ma sono importanti per il cuore.

E poi, tu magari resti tutto il giorno con il magone, dopo aver sentito il tuo bimbo urlare dalla finestra dell’asilo “la mia maaaammaaaaa” .

Magari inizi anche a pianificare “e se facessi un part time? e se smettessi di lavorare? magari potrei cercare un lavoro che posso fare da casa“. Ignara del fatto che 5 minuti dopo, lui ha iniziato a divertirsi con i suoi amici, e si é dimenticato del dolore straziante… e quando vai a prenderlo all’asilo si sta divertendo talmente tanto che nemmeno vuole tornare a casa… AH!

Mom's Life, Pregnancy

I had a miscarriage.

I was ready this time around.
I knew when the right time to take pregnancy test was, I knew when to call the doctor for the first appointment. I knew what vitamins and supplements to take in the first weeks. I knew how to adapt my dietary habits. I knew, and I knew that 9 months would fly! And that this, this one would be the last time I would be pregnant. And somehow – I was already sad about it.

I learnt about the pregnancy really early on. I knew what signs to look for that I did not even need to take a pregnancy test to know! But I took the clear blue test anyway, and got all excited when I read “1-2 weeks pregnant”! So I called the doctor to book the first check up. Then I sent an invite to my husband saying “first lunch date …”. He thought it was going to be a lunch date between us – he did not pay attention to “first”. So the day we went for lunch and I brought him to the hospital… he started to cry of happiness. It was an amazing moment. This was our first date with the fruit of our love.

Only few days passed, and we had already imagined how to announce the pregnancy to the whole family. This time no big announcement to everyone like the first time, but small groups to share the news. Maybe something funny through our son… capturing the cute moment for the family memory book.
We had already thought on whether we wanted to know the gender or not, and whether to disclose it. We were already brainstorming on the possible name! We were 2 months in the journey!

The the second check up arrived… and here I knew we would hear the heart beat – this is a moment you will never forget. That is the moment when pregnancy gets real. There is life inside you and you hear proofs!
So we went on a second date … but there was no heart beat.
I had a spontaneous abortion.

I did not say a word. I asked very factual questions, and try tol hold my feelings for the rest of the check up. I asked all i needed to know on how to handle the removal, and wrote down all the instructions on what to do. I have been told the percentage of miscarriages: 1 out of 4. Very high, I was simply part of the norm.

After lunch i had to go back to the office. On the surface, i was trying to hold it all together, trying to do like nothing happened… but something was dead inside me. Not only the life i was looking forward to meet, but the desire, the hope. I went through my darkest moment. Nothing I could hear would make sense any more. I did know it was part of life. I did know. But… I wanted that life.

What to do now? Life continues, you still need to go to work, you still need to take care of your family, but you also need the time to mourn the life that died inside you. And… that you can do only after 9pm, when you hade dealt with all the rest. That is hard to put a time to deal with sufferance.

Only my husband and parents knew about the pregnancy, and they tried to comfort me with all the possible logical arguments and action oriented comments like “you will try again”… yes, we would try again, yes it happened only once and there are people who are sterile, yes we had an amazing kid already… i knew all that. I did realize the luck we had the first time around. But I felt alone. Alone with my pain, because that life was inside me, and maybe I did not take good care of it. Maybe it was my fault. I felt guilty for all I have done or not done. I felt guilty for everything: for doing sports, for drinking that glass of wine (i did not know i was pregnant yet), for traveling to the other side of the world for work, for sharing the news with my parents too early, for not sharing it with the people who I needed the most who could now just hug me instead of thinking “what the fuck is wrong with her ”, for skipping one day of folic acid… anything.
I felt guilty, like if it was all my fault and I could prevent it. Which I knew was illogical, but that is how I felt. And I felt lonely.

Miscarriage is hard, more psychologically then physically. But also practically: how do you explain at work you will be absent for a while? How do you explain your head will be partially busy for a while? How do you excuse yourself for snapping at everything for a while? Well you don’t … and you keep everything for yourself. Maybe you isolate yourself, and you fake it. And again, wait for 9pm to let all your tears flow away… And that… is hard.est.

I can say now I believe I managed pretty well.
I called my manager, I told him I lost a baby, very factually, I tried not to cry, but I did not manage. And I explained how I wanted to be handled “no reconforting words, no questions, no personal talks for a while, just mere back up on my tasks and understanding for my uncommon behavior”. Initially I hesitated in sharing it. But I am proud of doing it that way because it clarified expectations. And i got more understanding than i had expected.
I called my parents and told them they needed to stick with one grand son for a while. That I was fine, and I needed no help. I consciously lied, but I realized they needed to be handled more than me. Of course they did not buy it, but they got I did not want any comforting words. I wanted my time alone.
Then I messaged my best friend telling her I needed to talk to her. She surprised me asking me if I was expecting… and I had to give her the sad news that I indeed was expecting but not anymore. And she knew exactly what to say and when to say it. Because she had a miscarriage too. She was the only one that knew how to behave around me, and there i understood: you can understand only if you go through it. In that exact moment I understood what she went through too, for real.

I learnt 3 things through my miscarriage:

1. I will not wait 3 month to announce my future pregnancy to the ones I love. Because if anything goes wrong again, I will need their support.
2. I will share my experience, I will not keep it secret. I want my friends to know, because I want them to know I am there to listen if ever they go through something similar.
3. Sometimes it is better to share a bit more than needed – with work colleagues for example – to avoid misunderstanding afterwards. People can be surprise you. Positively.
4. I have been lucky my first pregnancy – because everything went well the first time. But that is not the norm. I will be more understanding of people who are trying to have their first baby but nature challenges them. For them, it must be a nightmare.
5. I will never – never – never say to anyone: “you will try again”.

Today she was supposed to arrive. Today I was supposed to become a mum for the second time. Today is probably the time I am ready to look for a new life.

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TODAY IS GLOBAL PARENT DAY! Let’s do something fun!

When I was younger, I disliked these commercial Days (valentine’s day, women’s day, mother’s day…).

First, because I do not know the meaning of those anymore.

Second, because it seemed unbalanced: nobody ever told me there was a child’s day, so why is there a mother’s day? Ok, I was a pain-in-the-ass kid. That did not change when I grew up and everybody was celebrating Valentine’s Day. But I was single and there was no Single’s Day. Or if they did exist, they were not known, as they were not marked on the calendar (yes the paper calendar in the kitchen).

Then growing up, and having boyfriend, I started to follow the Valentine’s Day habits – fancy dinner, flowers and little gifts… just because it was the only way to receive some attention from your loved ones. Still pissed me off he needed this day to do it, but hey… I guess that seemed the norm until I realized I was simply in love with the wrong person – and that those attentions can be given also the other 364 days. Then it became a habit you have to abide by: and the expectation created frustration… so what is the point of this forced consumerism? I was really against. Until I turned this into an opportunity.

The truth is that I have never reflected properly on the chance these days give: they remind you to celebrate a moment, and everyone can get his special day. And come on, if that day has not been created yet: just do it yourself! It can be fun!

So here we are, this year I discovered the existence of Parents Day – and I decided to give it some meaning! I decided to turn this into a funny day.

Initially I was planning to explain my kid what parent means, but then I thought “does he know already what a parent is”? And here the fun started.
Not only I did not need to explain, but he knew clearly – from a perspective of a not-even-2-year-old – what a parent is. So we started the role play.

In the car, coming back from day care, I told him : “you know, today is parent’s day. Do you know what a parent is? Would you like to be show me? ” … what I did not expect is the level of excitement this created. And even less that he would understand so clearly my question: come on, he is not even 2!

So we arrived home, I parked the car, and the role play started: he became the parent! He sat on the driver seat and ordered me to attach my belt. He told me about the day, and then he did like if we arrived home. He turned off the radio, and we left the garage.

After entering home, he set his little table with 3 dishes, and he took my hand to help him open the fridge. I took the meal I prepared for tonight and he brought it to the table. He served my plate, his dad’s and his own and said “bon appetit”! Then he stand up and screamed “the bib! Mom you need to wear the bib!” – he went to take his bib, and put it on me telling me “I do it!” all very proud! And he was also very proud not to wear it for once!

He loved being the parent, but even more he loved the evening routine!
He took my hand and walked me upstairs to brush my teeth, he picked my pijama, and told me to lay in my bed, and he run to his room to pick a book and read a story in his own way, describing a couple of images. Then he kissed me goonight, and tried to turn off the light. And he told me for the first time “I love you mom”.

And he laughed! Of how he laughed!
It was such a fun role play, and it was filled with teaching moments on how he perceives my parenting style. It moved me.

It is definitely a role play I will want to try again over the years, it is incredible the amount of laughs we had, and you can learn from how kids behave as parents!! You realize that kids learn more from what you are, than what you teach them!

I hope you had a great Parent’s Day too! Have you done anything special ?

PS. if you want to know what Global day of parents is about click here!

Kids, Mom's Life, Special Occasions

FESTA DELLA MAMMA – Non c’é niente di piú bello di essere mamma!

Per me.
Quando il mio bimbo é felice.
Quando non é malato.
Quando non é stanco e strilla come un pazzo.
Quando il mio bimbo mi dice “bene mamma” (e si perché la frase “ti voglio bene” ancora non la sa dire). Questo é davvero il momento piú bello.

E possibilmente il giorno della festa della mamma, quando abbiamo un po’ di attenzioni in piú .

Invece per gli altri momenti, beh ci sono cose piú belle di essere mamma: come mangiare la nutella col cucchiaio, comprare un paio di scarpe che fanno male ai piedi ma bene al cuore… ognuna faccia la sua lista…

Siamo sincere: ci sono momenti davvero difficili. MA! Ma si possono superare.
E alla fine di quei giorni – chiaramente giorni NO – ci sdraiamo nel letto, e riguardiamo un’ultima volta prima di andare a dormire, la foto del nostro bimbo… una tra le 3000 scattate (ovviamente tutte sfocate). E nonostante le difficoltá, siamo contente di esserlo. Perché essere mamma, ti fa sentire completa.

Ecco io mi sento cosí. So che non é cosí per tutte. So che c’é chi é felicissimo invece di non esser mamma. Ed é giusto cosí.

Ma – che ci piaccia esser mamma oppure no – abbiamo tutti una mamma. E presto sará la sua festa –  ricordatevelo!

Un bigliettino, un fiore, un gioiellino, un pensiero – E non dimenticate di fare una chiamata almeno quella domenica…  poi non dite che non vi avevo avvertito!

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Nonna per le vacanze scolastiche

Vacanze scolastiche. AIUTO!
Questa settimana l’asilo é chiuso per vacanze. E noi – che invece le vacanze le facciamo tra un mese -abbiamo bisogno di aiuto. Quindi, mia madre é venuta in soccorso per occuparsi della patatina, ma… per quanto io le sia grata… la sua permanenza qui mi ha provocato delle serie questioni esistenziali. Tra le quali: ma come si puó regredire tanto durante la trasformazione da genitori a nonni? Ora, va bene che i nonni non sono responsabili dell’educazione dei nipoti – i genitori lo sono – peró non bisogna esagerare.

Dopo una sola settimana con la nonna – la mia patatina ha imparato a dire tante nuove paroline in italiano, tra le quali: Piscia. Piscia. Ha fatto la piscia. Piscia? Ma é una parola?

Ora… io ricordo esattamente – come se fosse ieri – il dolore degli anelli di mia madre sulla mia guancia sinistra quando un giorno – senza conoscere veramente le nuances delle parole – ho detto “mamma vado a pisciare”. SLAP! Una sberla che mi ha ribaltato, lasciato il segno per qualche minuto. Seguito da una frase “fare la pipí, non si dice pisciare”. E ora… lei cosa fa? Insegna alla mia patatina – che diceva tanto bene PIPÍ a dire piscia?

Al che, io metto tanta pazienza da parte e le dico “mamma, piscia é un termine volgare, per favore usa pipí” e lei “o come ti scandalizzi”. No mamma, non é che mi scandalizzo, ma é brutto sentire un bimbo dire piscia, e stocazzo non ce lo mettiamo?

Insomma.

Una settimana é passata. Ora lei ritorna a casa, la mia patatina ha adorato questa settimana con la nonna. E per quanto riguarda me… KEEP CALM and KEEP CALM.

keep calm school is closed

Mom's Life, Step Mother

Life of a single mom is not harder than the life of a traditional mom.

I am having a tough period at work, lots of responsibilities, lots of extra tasks and not enough time to finish them. Am I the only one? Hell no! I am aware of that.

With time, I learnt how to become more efficient and organize my time, and thanks to this I still do manage to stick with my self-inflicted rule most of the times: be home between 6-8 pm. These are the only hours I can spend time with my son, because before that he is in daycare and after, well I am lucky enough that he sleeps. But after I put him to bed, well I go back to the kitchen, pull up my laptop and start again to work.

When I go to bed, I am destroyed, with a mental charge like many other people – once more: I am aware of that! I am not the only one – and the morning after… well I wake up already tired with the to do list in mind. Let out the times in which the night does not go as smooth as you would believe. Does it feel familiar?

I still get up in the morning, prepare my son to bring him to day care, and then go to work. Do I get a medal for that? Of course not, that is my job. Do you believe people at work think I am having a tough life? No. They do not care. Here is what they see: you are happily married (well first you are still married, second the desk picture shows you are all smiley, so…), you have a nice house, you have a beautiful kid who lives on your desktop background who sleeps at night (of course otherwise you would complain during the day), so: your life is easy. Do I believe is hard? Again, no! I believe there are tougher times we need to cope with, but overall I am lucky. I am fully aware of that. So, I do not complain. It is not in my nature, and if I find myself unhappy with something I do everything in my power to find a solution and change it.

Anyway, at 9 I enter the first meeting of the day and the person in front of me tells me her story about how yesterday it was her day to take care of her daughter, so… she did not manage to finish on time… and I hear “I am a single mom”.

Oh. My. God. You got to be kidding me. I would have understood many reasons, but not phrased that way. I held my patience and went through the day.

Today I need to work late, so my husband is supposed to go pick up our son to day care.
But eventually he calls me and all of a sudden, I need to reschedule all my plans and at 5:30 sharp I run out – not to be late at daycare – and stuck in traffic I try to have few calls in the car.

Then I arrive and that is the moment when time stops. This is the best part of the day where the rhythm changes totally. It is no more about being efficient and bam bam bam do things one after the other. It is about me and my son. His time. I make room for him only, despite I try to concentrate everything in those 2 hours: playing time, cuddles, dinner, bath… I push out of the door all the stress of the day, and I dedicate myself totally to the mommy role. And I manage because that is very precious to me.

But that evening… miss ex has a problem and cannot go pick up his son at school, my husband is already busy… so – as I am already out – I go. I do not want him to be outside of the school like that time she forgot to go pick him up (yeah, WTF).

I drive 40 more minutes to go pick him up. Then I run home and cook dinner for all. My husband arrives and he tells me he needs to take a plane the day after for his urgent meeting. But that he does not have any shirt (our cleaning lady kind of disappeared) and if I could iron one for him.

That is where I snapped: What makes you believe I own the monopoly of the ironing board in this house? So we negotiated the tasks to be done: you clean the kitchen I iron your shirts.

And there, while I was alone ironing, I thought “is life of a single mom really harder?”. As a single mom, you are as alone as I am most of the week, but you get few days off and surely one weekend out of two for yourself. I do not. So how can your life be harder than mine?

This is specific to my case, because all the people involved here have equal opportunities. Of course, I understand there are other types of single moms, where they do not get any support from the father of their children, neither financially neither in time. But. That is not the rule. And I hate we make a rule just about single moms. Because my husband – who was also a single dad – did not have as much compassion from anyone around him. And my life is not easier than theirs either. And there are WAY WORSE SITUATIONS than any of these – that nobody pays attention to. And I have no patience for this any longer.

There. I said it.

Mom's Life

Come iniziare lo svezzamento? Le regole d’oro e da cosa iniziare.

Il mio bimbo é cresciuto… non dipenderà più solo da me…

Affrontare lo svezzamento é un po’ come tagliare un altro pezzetto del cordone ombelicale… che non ci lega più da tante settimane ormai, ma che é ancora lì – invisibile – e resterà per sempre…

Da un lato c’é questo sentimento di allontanamento, che dopo qualche secondo lascia spazio all’eccitazione della scoperta. Sto per accompagnare il mio bébé all’avventura tra nuovi sapori e consistenze… che gioia!

Ecco le regole d’oro per lo svezzamento:

  • inserire un alimento nuovo ogni 3 giorni – a piccole dosi (1-3 cucchiai)
  • iniziare con 50g al giorno, al pasto di mezzogiorno, e completare con il latte
  • non aggiungere sale, zucchero e miele per il primo anno

Rispettando le 3 regole, lasciarlo scoprire tutte le verdure e frutta – purché di stagione.

Io nell’ordine ho iniziato con:

  1. Carota
  2. Patata
  3. Zucchina
  4. Mela
  5. Pera
  6. Patata dolce

E dopo due settimane mi sono chiesta… e ora? Si rifà il giro? eh no! C’é ancora tanto da scoprire in questa stagione fredda. Ho fatto un salto al negozio bio… ed ho trovato:

7. Finocchio
8. Topinambur
9. Cavolo Rapa
10. Barbabietola
11. Patata Vitelotte (quella naturalmente viola per intenderci)

​​Ho fatto la spesa… ora vanno preparati! Poi con calma vi racconto come ho intenzione di procedere!!

Mom's Life, Travel

un weekend a Saint Tropez!

Elisabetta ha compiuto 25 anni, e un quarto di secolo si festeggia. É stata talmente un angelo per noi e con noi negli ultimi mesi che abbiamo deciso di farle una sorpresa e portarla a Saint Tropez per farle vedere uno scorcio di Francia diverso dal solito.

Eh si perché 25 anni si compiono una volta sola, e vanno festeggiati come si deve. Poi lei, lontana da famiglia ed amici… deve avere un po’ di conforto! E chi dice conforto dice sole e mare. Allora le abbiamo detto di fare la valigia per un viaggio a sorpresa, e abbiamo fatto 5 ore di viaggio per arrivare nel sud della Francia, a Saint Tropez!

Saint Tropez é un paesino davvero bellissimo ma un po’ overrated in alta stagione. A giugno e settembre, mentre le strade si svuotano e la temperatura si abbassa, lei riacquista tutto il suo fascino.

Abbiamo preso una casa con airBnB, a 20 minuti a piedi dal centro. E abbiamo passato un bellissimo weekend. Le abbiamo preparato 25 sfide da fare durante il weekend, e speriamo ricorderá a lungo questa scappata alla Brigitte Bardot!

Le cose da non perdere a Saint Tropez

  1. Pampelonne – la spiaggia piú bella di Saint Tropez. É piú bella della sua fama, e l’acqua é uno splendore con tutte le sue sfumature di blu
  2. Comprare I pomodori al mercato in Place des Lices. I pomodori nel sud hanno un altro sapore… e se vivete come me piú a nord… prevedete un po’ di posto in auto…
  3. Fare colazione o merenda con una fetta di Tarte Tropezienne
  4. Passeggiare sul porto ed osservare Bes and Wannabes. C’é di tutto: degli yacht bellissimi, dei tamarri sugli yacht che si fanno ammirare dai passanti, dei passanti che osservano la vita lussuosa che non possono permettersi, delle wannabes vestite di raso alle 11 di mattino e truccate come se fossero le 11 di sera, turisti in calzine ed infradito con buste di papier maché, e di tutto e di piú…
  5. Cenare a Gassin, per fare una gita fuori porta in un paesino molto carino. Mica per niente il Leo internazionale (DiCaprio) ci fa degli eventi di fundraising!

Cosa portiamo indietro da questo viaggio?

Viaggiare apre la mente e ci fa scoprire cose nuove. Da questo viaggio porto a casa:

  1. La poelee de girolles – la spadellata di gallinacci (funghi). Prometto che vi daró la ricetta!
  2. I croissant surgelati. Una mattina siamo andati a far colazione al bar della spiaggia, e I croissant erano talmente buoni che abbiamo chiesto dove fosse la boulangerie. Quando ci hanno detto che erano surgelati, non credevamo alle nostre orecchie. Non vivremo mai piú senza croissant surgelati nel congelatore!