NonLoSo

Il mio primo lancio con il paracadute. Che emozione! Un compleanno indimenticabile.

Ieri era il mio compleanno, e l’uomo del mistero ha deciso di rapirmi per farmi una sorpresa. Mi ha portato al lago di Yverdon per fare un picnic. E per un’ora guardava nel cielo e dispensava indizi per farmi indovinare dove mi avrebbe portato nel pomeriggio.

Lui guarda su e chiede “Allora hai indovinato?”
Io dopo aver visto dei parapendii dico “ma sei sicuro che sia una cosa che non ho mai fatto?”
Lui : “si, ti dico di si!”
Poi sento passare un areo… e con gli occhi sgranati dall’eccitazione dico “nooooo”
Lui”: “allora hai indovinato!”
Io: “noooo…”

Mi stava portando a fare il mio primo salto con il paracadute. Una cosa che volevo fare da tanto tempo, ma non ho mai avuto il coraggio. Quest’uomo mi porta coraggio. Li, in quel momento, solo pensando a quanto bene mi avrebbe fatto stare con lui, lí lo amavo.

Allora siamo andati all’aerodromo d’Yverdon les Bains, dove mi hanno spiegato cosa fare, mi hanno vestito da teletubbies… e poi siamo saliti sull’aereo, un piccolo aereo che ha marcato il mio bapteme de l’air!

Buttarsi col paracadute. Nulla di più innaturale. Nulla di più eccitante 🙂

Ho il dubbio che abbia trovato la mia bucket list!

 

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il nuovo iMac. Mac o Windows?

Da oggi ho un intruso a casa, che non ha ancora trovato il suo spazio vitale ma che si comporta come se abitasse qui da sempre.

Non sto per raccontarvi quanto é figo l’iMac, piuttosto vi racconto la sua entrata in pompa magna nella mia casa.

Da mesi, dovevo cambiare quel rottame di pc. Dopo tanti dubbi e perplessita windows o mac, consigli e pareri di grandi informatici (ironia), mi sono presentata al suo cospetto e  – dopo aver visto 100CHF di sconto – gli ho detto “tu vieni via con me“.

Prendo la bellissima gabbia dorata bianca in cui é impacchettato e lo porto a casa con me. Taglio lo scotch e pezzo per pezzo lo ricompongo sul tavolo della sala da pranzo.

Mi siedo di fronte al mio oggetto del desiderio, e con una sola pressione di un tasto líMac-colato si illumina, e mi mostra immagini dello spazio. Dice benvenuto in tutte le lingue, e tutto ad un tratto, nel mezzo dello schermo nero appare un puntino, UN PUNTINO AZZURRO, li nel centro dello schermo.

Non ho piú visto altro. Qualitá dell’immagine? No. C’é un pixel rotto! iMac-checca**o!

Rimpacchetto tutto, e torno da Manor per cambiarlo.
“Buongiorno, il mac che abbiamo comprato ha un pixel rotto” e ne vanno a cercare un altro in magazzino.
“vuole che lo accendiamo?”
“quali saranno le probabilitá di trovarne due con un pixel rotto?”
E cosí torno a casa con un altro iMac.

Anche lui con un pixel rotto, peró questo é sul lato sinistro, meno visibile e rosa.

Si dice che quando si ama, si amano anche I difetti…

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Neve a Roma – un momento storico

Mi piace pensare che sia un evento storico la neve a Roma.

Quando ho visto fioccare fuori dalla finestra mi ha pervaso un’allegria indefinita. Ma a parte i due minuti di neve del primo febbraio, circoscritta ai Castelli, quando è stata la vera ultima nevicata romana? Ci sono siti e siti che ne tengono traccia… e c’è chi parla di 5 anni fa, chi invece vuole fare risaltare l’evento paragonandolo a quello di 24 anni fa. Copio solo gli ultimi 30 anni, che sono 12 eventi soltanto!!

05/12/1980 Alle 9.30 leggera nevicata con accumulo non calcolabile.
06/01/1985 Alle 8 neve al suolo 2.5 cm; alle 14 8 cm; alle 19 15 cm
09/01/1985 Neve durante la notte; neve fusa 5,5 cm
18/03/1985 Nevica abbondantemente; dalle 10.30 pioggia e neve fusa 12 mm
10/02/1986 Alle 8 nevica abbondantemente, al suolo 1 cm. Tra le 9 e le 11 neve moderata. Al suolo 2,8 cm.
11/02/1986 Alle 8 neve al suolo 23 cm; alle 10 neve fusa 16.8 mm. Alle 13.30 ancora neve fino alle 14.
06/02/1991 Nevica dalle 7 alle 9; 6 cm al suolo. Dalle 9.30 alle 10 nevischio poi pioggia nei quartieri sud
28/12/1996 Dalle 23 alle 2 ad intermittenza nevischio a chicchi; 3 cm al suolo
11/02/1999 Al mattino neve nella zona nord. Circa 5 cm di accumulo (Roma Urbe 1.5/6)
16/01/2002 Dalle 7.30 alle 9.30 neve nella zona nord (accumulo di 1/2 cm). Dalle 10 gelicidio poi pioggia. Fiocchi sporadici al centro e nelle altre zone, ma senza accumuli.
23/01/2004 Neve sui quartieri sud dalle 10.30 alle 14 con accumulo non calcolabile
27/01/2005 Dalle 2 alle 3 di notte neve nella zona sud (Appia, Ardeatina, Ciampino). Al suolo circa 2 cm

Aggiungiamo dunque

12/02/2010 NEVE!!!! Non so a Roma, ma ad Albano ci sono 10 cm a terra, e 35cm sulla cappotta della mia macchinina… sono impressionata.

Decido di mettermi i miei stivaloni da pioggia e andare ad affondare le mie gambine in quei pochi centimetri.

Inizio a camminare per le vie di Albano, e la bellezza inizia con i vedere il Corso COMPLETAMENTE VUOTO. Sembrava di stare in un’isola pedonale. E come in ogni isola, c’erano personaggi un po’ particolari: gente che passeggiava con i MoonBoot, gente che passeggiava con i MoonBoot e le tutone da sci (!!!), gente che passeggiava con i MoonBoot, le tutone da sci, e gli SCI (!!!). Ma cosa fanno questi? Vanno a piedi fino a su su in piazza e poi vengono giù in sci per schiantarsi contro la vetrina della farmacia che tanto prima o poi un dottore arriva (meglio se psichiatra?)? O meglio fare sci di fondo per il corso?
Ilare, ed assurdo. Ma pur sempre ilare.

W la neve.
W la neve e quegli uomini così previdenti, che anni fa hanno deciso di costruire dei souvenir mettendo un miniatura di Roma in una sfera di plastica trasparente che se la capovolgi e ricapovolgi ti da l’impressione di vedere neve sul colosseo… oggi quacuno ha ragioni per comprarla!!

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Inauguriamo casa nuova – la casa circolare

La Casa circolare.

Sono in questa casa da Gennaio, ed é ora di fare la prima festa. Ma riordiniamo prima un po’ casa e idee.

La mia stanza.

L’ho affittata cosi, giá arredata. Con letto e armadio, armadi che oggi accoglieranno tutto il disordine che ho in giro.

Il bagno.

A casa mia si chiama Ercesso – per fare onore alla cultura locale. É proprio un buchetto, ricavato all’esterno della casa, come se non fosse necessario averne uno, che in quel paio di metri quadrati racchiude tutto il necessario. Dopo la doccia a me l’ho fatta a lui.

La cucina.

I piatti della settimana ormai animati chiedevano aiuto. La lavatrice si sentiva sola da un po’. Il tavolo non vedeva la luce da qualche giorno ormai, e il frigo piangeva di solitudine. Ho accontentato tutti.

Ore 12. Dopo una abbondante colazione al bar con cappuccino e brioche, salgo sul mio bolide per andare a fare la spesa. 28 gradi. È arrivato il momento di mettere l’aria condizionata naturale: via la cappotta!!! Dopo aver recuperato patatine, bicchieri, alccol, succhi di frutta e altre robine varie si torna a casa.

E lì mi sono accorta che c’erano angoli di questa casa che non avevano ancora beneficiato della mia attenzione, come ad esempio:

Il balcone.

Il mio balcone di circa 5 metri quadrati è farcito di vasi di coccio ripieni di di piante secche probabilmente dell’inquilina precendente. Una panca di legno sostiene alcuni vegetali che non vegetano più da qualche mese ormai. Oggi è stato il momento di dare vita a nuove forme di spazio. E magari – quando avrò il tempo-  di dare anche spazio a nuove forme di vita.

Tutto il vecchio terriccio è finito in un bellissimo cassone verde. Sopravvissuti sono soltanto il tronchetto dal vaso rosa che avevo nella vecchia casa, il neonato girasole che in 2 mesi è arrivato da seme a 22 centimetri di fusto, il basilico dalle 7 vite resuscitato più volte, che vive in una bacinella d’acqua per non cedere all’estate scoppiata d’un botto, una pianta non identificata ed un geranio imperiale che sta dando i suoi primi fiori.

Il salotto.

Lui per primo ha preso le sembianze del mio mondo quando mi sono trasferita qui: giallo rosso e blu. In questa stanza ci sono accostamenti bizzarri di mobilia moderna e antica. Tutto presente all’atto dell’ affitto, tranne il tavolino rosso (ormai marchiato a vita dalla festa), e il telo giallo che ravviva un po’ uno dei due divani.

Il salone è stato semplicemente riordinato. Nessuna modifica richiesta fino al momento della festa, quando a seconda del mood è stato riorganizzato: da sala da pranzo a dance floor a shisha room. Faceva troppo caldo per fare un falò, ma magari se sarò ancora qui in inverno potrei proporre…

La festa

Tutto è iniziato con una bella cena a base di pizza.

Giuly mammapizza è arrivata con due bei fagottini: Martina (la bimba che ha dato inizio a questo blog e che mi ricorda perchè io conosco solo Pollon) che è cresciuta proprio tanto dall’ultima volta che l’ho vista, e l’impasto della pizza, anche lui cresciuto a dismisura nel traffico di Roma…complice nel tardo inizio della serata. Per compensare abbiamo battuto il record del più bravo pizzaiolo del mondo sfruttando grandi doti di sincronizzazione dal momento del parcheggio sin al taglio della pizza ortolana, passando da tecniche di preparazione orientali.

In sala da pranzo, con i primi invitati abbiamo scambiato i codici fiscali delle nostre professioni, MGR(manager), S(upply) C(hain) M(ana)G(e)R, O(utbound) L(ogistics) manager, (a)V(vo)C(a)T(o)…ecc ecc.

Dopo la prima riuscitissima pizza, il salotto si è rapidamente trasformato in rock bar. Le luci si sono abbassate, rock tv era proiettata sul muro e radiodiffusa sulla parete bianca per fare “ambiance”. I piatti sono spariti, i bicchieri sono arrivati, e insieme agli invitati anche le carovane di bottiglie.

Piano piano il volume si alzava… fino a che le casse non ci bastavano più e il team operations è arrivato con quelle più potenti e la musica da festa: Renato Zero, Pupo, la Carrà… (questa é Roma ragazzi).

Magicamente i divani sono esplosi verso le pareti e si è creata una vera e propria discoteca. Dance floor per ballare, musica ad alto volume, video musicali proiettati, divanetti, e area fumo esterna.

Il test del vicino è iniziato. E gli unici che staranno ancora meditando vendetta sono gli stessi che sono stati svegliati dai tifosi della Lazio. I dirimpettai che alle 10 – già in pigiama- guardavano verso i miei invitati senza sapere esattamente cosa fare, e che poi probabilmente sconsolati hanno deciso di tornare a dormire. E forse ci sono riusciti perchè non li ho più visti affacciarsi. Meglio così!

Alla deejay station si faceva a gara su chi avrebbe avuto la meglio, e la musica saltava da un genere all’altro, più o meno con la velocità con cui si saltava da una cassa all’altra per surriscaldamento.

In alcune zone nascevano amori, in altre si parlava di Sicilia, di mafia, di storia…

Un trenino si é formato sulle note di A-E-I-O-U-Y, ed ha iniziato a girare per casa, che é stata battezzata e ha preso la sua fama di casa circolare. E tra i gironi,  della festa circolare c’erano:

  • gli assetati: quelli che mangiavano melone fresco;
  • gli ubriachi: quelli che in mancanza di altro si davano alle uniche cose rimaste da bere (vodka kalhua e rum)
  • i golosi: che additavano mousse al cioccolato in mancanza di cucchiaini…
  • i fumatori: che a fine serata compensavano le assenze tra una boccata di nicotina e una di aria alla mela

E come in ogni discoteca, al momento della chiusura si mette musica lenta…ed un ultimo ballo sulle note di maledetta primavera ha chiuso in bellezza.

È stata una bellissima festa.

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Due mesi dal trasloco in una nuova casa.

É stata una settimana lunga. Ed anche il weekend é terminato.

Inizio a sentirmi a casa.

Abito qui da fine gennaio, e ora, dopo quasi due mesi, inizio a sentirmi a casa. E che questa sará la mia casa per un po’. Ogni tanto sbircio gli annunci verso il centro… ma la mia casa é qui, ad Albano Laziale.
Seduta sul divano blu, con le gambe distese sul divano giallo, il pc sulle ginocchia e la luce soffusa. Bevo una calda tazza di caffè danese sul tavolino rosso, e apprezzo i colori di cui mi sono circondata. Mi rendono felice. La lavatrice che centrifuga fa da colonna sonora alle tende che svolazzano davanti alla portafinestra semi-chiusa. Pink mi tiene compagnia dall’iPod.

È stato un bel weekend. Tranquillo, un buon pranzo, una passeggiata soleggiata… il sole ha riscaldato le piante sul balcone, ho seminato e piantato bulbi in vasetti piccoli piccoli, ho trapiantato il  basilico in un vaso più carino, mi sono occupata della vegetazione volontaria ed involontaria di questa casa. E mi sono resa conto che da qualche mese, ho ritrovato un po’ di felicità. Di calma interiore. Ho ritrovato la concentrazione, e a dedicarmi a ciò che per me è importante, prendendo con più leggerezza ciò che invece non conta poi così tanto.

Mi sento un po’ più grande.