Kids, Mom's Life, Special Occasions

FESTA DELLA MAMMA – Non c’é niente di piú bello di essere mamma!

Per me.
Quando il mio bimbo é felice.
Quando non é malato.
Quando non é stanco e strilla come un pazzo.
Quando il mio bimbo mi dice “bene mamma” (e si perché la frase “ti voglio bene” ancora non la sa dire). Questo é davvero il momento piú bello.

E possibilmente il giorno della festa della mamma, quando abbiamo un po’ di attenzioni in piú .

Invece per gli altri momenti, beh ci sono cose piú belle di essere mamma: come mangiare la nutella col cucchiaio, comprare un paio di scarpe che fanno male ai piedi ma bene al cuore… ognuna faccia la sua lista…

Siamo sincere: ci sono momenti davvero difficili. MA! Ma si possono superare.
E alla fine di quei giorni – chiaramente giorni NO – ci sdraiamo nel letto, e riguardiamo un’ultima volta prima di andare a dormire, la foto del nostro bimbo… una tra le 3000 scattate (ovviamente tutte sfocate). E nonostante le difficoltá, siamo contente di esserlo. Perché essere mamma, ti fa sentire completa.

Ecco io mi sento cosí. So che non é cosí per tutte. So che c’é chi é felicissimo invece di non esser mamma. Ed é giusto cosí.

Ma – che ci piaccia esser mamma oppure no – abbiamo tutti una mamma. E presto sará la sua festa –  ricordatevelo!

Un bigliettino, un fiore, un gioiellino, un pensiero – E non dimenticate di fare una chiamata almeno quella domenica…  poi non dite che non vi avevo avvertito!

Special Occasions

Come immagino il giorno del mio matrimonio.

Questo weekend sono andata all’ennesimo matrimonio, l’ultimo per il 2009, a meno che qualcuno decida di sposarsi ultimo minuto. Ma il rischio è minimo.
Non mi sono emozionata come per momò. Anzi, non mi sono emozionata per niente. È stato un matrimonio classico, con una bella festa.
Al lancio del bouquet, in cui mi sono evidentemente fatta trascinare, mi sono messa bene davanti e bene a destra. Quante chances ci possono mai essere che la sposa lanci basso e a destra? Pressochè nessuna. Mi hanno detto “ma in quella posizione non lo avresti mai preso, perchè ti sei messa li?”. Proprio per non prenderlo. Non il suo. É importante da chi prendi il bouquet.
Questo lo lascio volentieri a qualcun altro. E mi ha fatto piacere vedere una ragazza prendere il bouquet sulla testa e ridere per il bernoccolo della fortuna. Nulla contro il matrimonio, mi sposerò…

E quando quel giorno arriverà, vorrò, come ogni ragazza, un giorno indimenticabile.

Il mio matrimonio

E il mio matrimonio lo vorrei un po’ anticonvenzionale, come del resto credo di essere.
Così ho pensato a come vorrei quel giorno.
Qualcuno me lo aveva già chiesto in passato. E non ho mai saputo rispondere. Ora invece ho le idee abbastanza chiare.
Innanzitutto arriverò in chiesa, si perchè sarà in chiesa, e non in ritardo. Non mi piace essere in ritardo.
Mi sveglierò la mattina, molto tardi, senza nessuno che mi dica “alzati, muoviti ti devi preparare!”, quindi devo prevenire mia madre – meglio tenerla lontana fino alla Chiesa. Con calma mi butterò sotto la doccia. Mi laverò i capelli, mi pettinerò una volta tanto, come faccio tutti i giorni. E a seconda dell’umore resterò riccia o passerò la piastra. Mia madre mi dirà sicuro “ma non ti puoi pettinare un po’ meglio?”, allora li raccoglierò e infilerò tanti bei fiorellini.
Poi mi metterò uno strato di fondotinta, un po’ di mascara e la matita, e un velo di gloss. Qualcuno avrà persino il coraggio di dirmi “mettiti un po’ di ombretto”. Non credo che lo farò. Qualcuno se ne uscirà con uno “sbrigati che fai tardi”-di-rito e così mi accingerò ad infilare l’abito, e di sicuro saro accerchiata da tutte quelle della famiglia che saranno preoccupate che io lasci tracce sul vestito. Poi mi passeranno le scarpe. Mi incazzerò un po’ per tutta questa apprensione – e sarà l’unica incazzatura della giornata – e dirò “oh ma è il mio matrimonio” al che tutti mi diranno che devo essere perfetta. E io saprò che invece non è così. Io devo essere me stessa, e divertirmi quanto loro. Quindi “take it easy”. Poi farò qualche foto.

La cerimonia.

Uscirò di casa, e mi farò accompagnare dal mio papà all’altare. Sorriderò tanto. Niente stress, perchè non c’è proprio nulla per cui essere stressati. Farò tante battute per fare ridere le persone a me care, e al momento fatidico mi farò spostare il velo e dirò si. Aspetterò un si, ovviamente, e sempre sorridente, aspetterò che tutti escano dalla chiesa ancora sorpresi dal rosso corallo del mio abito. Alla faccia di chi lo voleva bianco. Ma sul colore potrei ancora riflettere.
L’uscita dalla Chiesa
Poi a braccetto del mio sposo mlto complice, sulla marcia nuziale, percorrerò la navata, e uscirò dalla chiesa. Li ci aspetteranno con un sacco di riso (che spero lanceranno verso l’alto e non direttamente in faccia), e a seconda degli invitati deciderò se mettere un casco o meno. Complice con il mio maritino, prenderò due pistole ad acqua, ne passerò una al mio consorte e laveremo tutti gli invitati che invece hanno passato ore allo specchio. E li fuori, ci saranno delle casse con tanta musica, rock e molto allegra. Così quel momento in cui suonano le campane e tutti passano a baciare gli sposi sarà meno noioso. Ci saranno It’s my life di Bon Jovi, So what di Pink, Sweet dreams di Marylin Manson, besame mucho dei Beatles, I’m yours di Jason Mraz, e altre di backup a cui non ho ancora pensato. Poi sulle note di Respect di Aretha Franklin mi toglierò il velo dalla testa, la gonna velata a balze con strascico, e rimarrò in pantaloncini. Infilerò il casco (se non l’ho ancora messo per uscire dalla chiesa e proteggermi dal riso) e salgo a cavallo di una moto tutta bianca dietro il mio neomarito. E con le lattine e la targa “just married” guideremo gli invitati verso il luogo della cena/festa.

Il ricevimento – o meglio la festa.

Poi andremo al ricevimento, e durante l’aperitivo ci sarà ancora della musica e agli invitati sarà proposto un gioco per allietare l’attesa pre-cena.
Poi entreremo nella sala per la cena, e i tavoli saranno assegnati, ma le pietanze no, perchè sarà un buffet. Così ognuno mangia quello che vuole. Possibilmente ci saranno pietanze che rappresentano i posti in cui siamo stati, e gli sposi daranno inizio alla cena prendendo per primi due piattini. Il mio sarà di pomodori e cappesante.
Tra una pietanza e l’altra i nostri amici faranno ridere i commensali con presentazioni ridicole su me e la mia dolce metà, e tutti insieme rideremo alle foto di quando eravamo piccoli, alle cose ridicole che avremo fatto per gli addi al nubilato barra celibato, e tutti concluderanno con un bel brindisi, e io e il mio uomo costantemente insieme ringrazieremo con un bel discorsetto a cui tutti diranno “bacio bacio bacio”. E ci daremo un bacino, piccolo piccolo. Lui mi aggiusterà un fiorellino in testa e poi. Apriremo le danze.

Le danze

Io andrò dal mio papà, e farò cenno al deejay per mettere un valzer. IL valzer. Gireremo, due o tre volte, e poi il mio consorte prenderà per mano la sua mamma e la porterà a roteare. Così anche gli altri arriveranno in pista. Quando il valzer sarà finito. Ci saranno ancora due o tre canzoni, di ballo liscio. I miei balleranno insieme e io ancora non lo so cosa farò nel mezzo. Poi ci risiederemo a tavola per mangiare ancora un po’, ma la musica non si fermerà mai. Poi riapriremo di nuovo le danze. Stavolta io e la mia metà sulle note di un tango, possibilmente argentino (e questa è una delle ragioni per le quali non potrò sposarmi entro un anno! Devo prima imparare). Poi la musica varierà, ci sarà un po’ di tutto. E tutti balleranno per fare spazio al dolce. Per il dolce ci sarà un’altra pausa, con qualcosa di molto divertente… e spero che nessuno abbia lasciato la festa ancora. Perchè da li inizieranno una serie di canzoni dedicate ai miei amici, e ai suoi. E balleremo tanto, fino a notte fonda. Fino a che tutti saranno così soddisfatti da poter tornare a casa, e non dimenticare questo giorno, come me.