FunTime!, Kids, Mom's Life, Survival Tips

Nonna per le vacanze scolastiche

Vacanze scolastiche. AIUTO!
Questa settimana l’asilo é chiuso per vacanze. E noi – che invece le vacanze le facciamo tra un mese -abbiamo bisogno di aiuto. Quindi, mia madre é venuta in soccorso per occuparsi della patatina, ma… per quanto io le sia grata… la sua permanenza qui mi ha provocato delle serie questioni esistenziali. Tra le quali: ma come si puó regredire tanto durante la trasformazione da genitori a nonni? Ora, va bene che i nonni non sono responsabili dell’educazione dei nipoti – i genitori lo sono – peró non bisogna esagerare.

Dopo una sola settimana con la nonna – la mia patatina ha imparato a dire tante nuove paroline in italiano, tra le quali: Piscia. Piscia. Ha fatto la piscia. Piscia? Ma é una parola?

Ora… io ricordo esattamente – come se fosse ieri – il dolore degli anelli di mia madre sulla mia guancia sinistra quando un giorno – senza conoscere veramente le nuances delle parole – ho detto “mamma vado a pisciare”. SLAP! Una sberla che mi ha ribaltato, lasciato il segno per qualche minuto. Seguito da una frase “fare la pipí, non si dice pisciare”. E ora… lei cosa fa? Insegna alla mia patatina – che diceva tanto bene PIPÍ a dire piscia?

Al che, io metto tanta pazienza da parte e le dico “mamma, piscia é un termine volgare, per favore usa pipí” e lei “o come ti scandalizzi”. No mamma, non é che mi scandalizzo, ma é brutto sentire un bimbo dire piscia, e stocazzo non ce lo mettiamo?

Insomma.

Una settimana é passata. Ora lei ritorna a casa, la mia patatina ha adorato questa settimana con la nonna. E per quanto riguarda me… KEEP CALM and KEEP CALM.

keep calm school is closed

Pregnancy, Survival Tips

Sono pronta per essere mamma! Ma lui é pronto per fare il papá?

dad feeding baby playing videogames

Ieri parlavo con un’amica, e REVELATION! Mi ha detto di sentirsi pronta per avere un bambino!

La conversazione é andata piú o meno cosi. ricevo un messaggio con un vestitino per bambini e chiedo:

“hai qualcosa da dirmi di importante”
“ultimamente il desiderio é tanto”
“e lui che ne pensa?”
“dice di essere d’accordo ma secondo me non é pronto”

Non é pronto. Lui dice di esserlo, ma lei crede che lui non lo sia. Tipico, no? Questo mi ha fatto riflettere.

Ecco 5 cose importanti da sapere prima di diventare genitori:

  1. GENITORI SI DIVENTA. Non si é mai pronti per avere un bambino. Genitori si diventa, si impara, nessuno ce lo insegna, e non c’é una scuola. E… si faranno degli errori. Bisogna avere pazienza…
  2. DAGLI ERRORI SI IMPARA. Bisogna essere preparati a fare degli errori, Ad accettare che gli altri facciano degli errori.
  3. BISOGNA LAVORARE SULLA FIDUCIA. Fare un figlio é un atto di fede. Principalmente di fiducia estrema nel nostro partner. Bisogna aver fiducia che il nostro partner abbia tanto interesse quanto noi a fare la cosa giusta per il bambino. Non fará le cose come noi, magari sbaglierá… ma avrá sempre nel cuore il bambino. Ed é anche possibile che nel lungo termine, i suoi metodi si riveleranno appropriatissimi.
  4. SI IMPARA MOLTO DALLA DIVERSITÁ. I bambini hanno due genitori (o nella maggior parte dei casi é cosí) – ed é giusto che i due genitori abbiano punti di vista un po’ diversi, e che gli insegnino punti di vista diversi. Cresceranno piú ricchi, di opinioni, modi, scelte. Piú forti.
  5. L’EFFETTO INGRANDIMENTO. Se una coppia ha un problema da risolvere, l’arrivo di un bambino lo accentuerá. Se la coppia é sana, l’arrivo di un bambino la consoliderá. L’unica preparazione che si puó fare e quella di imparare a dirsi “scusa ho sbagliato” o “hai fatto un buon lavoro”. E non abbiamo l’abitudine di fare ne l’uno né l’altro.

Quindi? Una cosa da fare prima di diventare genitori:

  • Per LEI

La veritá é che non si é mai pronti ad esser genitori.
E che abbiamo paura di dover far tutto da sole.
La veritá é che dobbiamo imparare a lasciarli fare, perché non abbiamo sempre ragione, e il nostro modo di vedere le cose… é il nostro modo. Il loro, non é’cosí sbagliato come sembra ai nostri occhi.

Vi svelo un segreto: ci saranno tante situazioni che si rapportano a questa foto. E francamente … non mi senti di dire che sia sbagliato. Poi magari un’altra volta vi spiego meglio perché!

Quindi, cosa dobbiamo fare? Lasciarli fare. A modo loro. E respirare profondamente. 🙂

  • Per LUI

Effettivamente, fare un bambino é una cosa che fa un po’ paura. L’idea di dover fare tutto da sole ci spaventa a morte. Allora sentiamo il bisogno di misurare di persona quanto siete pronti.

1. A parole. Ve lo chiediamo. Se é no é chiaro. Quando é’si… si complica. Perché un si… implica che ora si fa… e li… cerchiamo ancora piú prove della vostra prontezza.

2. Con i fatti. Vi mettiamo alla prova. Vi chiediamo “butti la spazzatura?” e se il giorno dopo si trova ancora li… tiriamo la seguente conclusione “non sa prendere la responsabilitá di buttare la spazzatura, figurati crescere un bambino”…

Quindi cosa dovete fare? Una cosa sola: prendere l’iniziativa. Non lasciar fare tutto a lei. Anche solo una: come comprare il test di gravidanza, un paio di calzini minuscoli, o una barchetta di fragole, tornando a casa dal lavoro e dicendo “ora sono pronto!”. Un’azione cosí – non richiesta- le daranno una certezza in piú ! Poi oh, ci sono i casi estremi… per quelli… meglio continuare a esitare 😊

Survival Tips

Marie Kondo – il fenomeno mondiale del riordino

Un pomeriggio sono passata dalla biblioteca. Cercavo un libro di facile lettura, una cosa cosi, per l’estate suvvia.

E ad un tratto, davanti a me si presenta il best seller mondiale di Marie Kondo: Il magico potere del riordino. L’ho preso, cosi per curiosita.

Mi aspettavo che il libro prendesse polvere sul comodino, per 28 giorni, fino a che l’email della biblioteca mi avrebbe ricordato di riportare i libri presi in prestito. E no. La sera stessa, ho iniziato a sfogliarlo, e dopo 2 ore e mezza ero a pagina 253. L’ho finito in una sera.

E con mixed feelings, devo dire che Marie Kondo e’ un genio. Maniacale, forse un po’ psicopatica. Ma un genio.

Chi avrebbe mai pensato di scrivere un manuale sul riordino? Una cosa che tutti devono fare, di cui nessuno e’ mai soddisfatto.

Ecco i 4 passi del metodo del riordino di Marie Kondo:

  1. Scegli la categoria di cose che vuoi riordinare. Inizia la mattina e svuota l’armadio.
  2. Spargi tutto sul pavimento – per renderti conto di quanta roba davvero hai
  3. una ad una prendi le cosine sparse e decidi se ti danno gioia oppure no. Se ti danno gioia le metti da un lato “le cose da tenere” se invece ti sono indifferenti le metti dall’altro “cose da buttare”.
  4. Poi quando hai buttato via tutto, e tutto insieme per non avere ripensamenti. Inizia a riordinare. Ogni cosa al suo posto.

Il metodo in se’ e’ pure banale. Potente, ma banale. La genialita’ sta nel farci un libro. E come ogni manuale di questo genere, il libro e’ ricco di dettagli d’infanzia di come Marie Kondo e’ nata e cresciuta sviluppando questa passione, cosa ha imparato dalle sue esperienze e i suoi errori.

Ci sono anche dei consigli pratici su come riordinare, come piegare gli abiti, e su come riuscire a sbarazzarsi di tutte quelle cose che abbiamo l’istinto di tenere just in case.

Ma e’ altrettanto ricco di chicche di psiocopatologia tipo: quando una cosa non ti da gioia, ringraziala per il lavoro svolto… sara piu facile dirle addio. E magari il lavoro svolto e’ quello di averti dimostrato di aver fatto un acquisto sbagliato.

Ecco. Io se mi metto a dire addio ad ogni calzino… non ho finito di mettere a posto nemmeno per l’eta pensionabile.

Survival Tips, Travel, Work

Il primo viaggio di lavoro dopo esser diventata mamma…

I am leaving for a business trip. I have to be away for 3 days. It is the first time since i became a mom.

Here’s my fears:

1. I fear he will terribly miss me. Of course, him.

2. That no one will be able to replace me in those small things only a mom can do. YEah, right. We tell ourselves lots of stories, don’t we?

3. #FOMO. Fear Of Missing Out. I do not want to miss a thing. Not a small moment with my little baby. And i want to be here in case of a catastrophe. Because if anything has to happen, it will happen while you are away.

3bis. That my plane crashes. I love traveling, i loved flying, but since i got pregnant i have this new fear to cope with. They say it will go away… together with the weight… let’s hope.

Then, i put aside my worries and

1. prepare my bag, unexpectedly empty! better this way, i will have more space for shopping!

2. give precise instructions to daddy – who looks at me like i am giving an astrophysics lesson in a cinema hall before the projection of Rambo 45.
Then i realize he know he needs all these details, because until 5 minutes ago he did not even know where to find cereals. But most of all, i need it to be reassured on my duties as a mom. Because you want it or not, guilt is there for you. Always.

3. I leave. Without telling anyone. Yes, because as i tell people (my parents, family…) everybody just builds on your guilt: “and the baby? how does he do”? .. “he has a dad, you know?”…

During my time away, the nanny and dad update me through pictures of the mostbeautifulbabyintheworld. And the third day of survival, at the 40th picture of a smiling kid, guilt disappears and leaves place to pride of having reached independence (kidding) and genuine willingness to revert home!

I still have 2 hours before leaving, and i decide to walk in the sunny streets of London.

PArtly chatting with my cousin on a bench in covent garden, partly shopping.

But not the usual shopping, i come back with a baby pijama, and another one even nicer. A couple of books for kids … and another couple. There is nothing to do. English books are much nicer than italian ones.

The best part is my baby’s expression when i come back home, enter the door, and he looks at me like if that was the best thing that could ever happen.

It was worth it, just for this moment.

There is nothing more to add: this is the best love story that exist. Would be a movie, would end here.

But i always wondered: and afteR? what happens?

And then you go back to usual routine…

Ma io mi son sempre chiesta, e poi? cosa succede poi?
Eh, poi si torna nella routine. Inizi a parlare con persone intorno a te, e ti fanno tutti la stessa domanda:
“sei andata via 3 giorni? e con il bimbo come hai fatto?”
“eh l’ho abbandonato, e’ grande ormai”
“ma come, ma lo hai lasciato da solo”
“no, ha un papa'”
“e il papa’ l’hai lasciato da solo?”
“no gli ho preso la badante. Certo che l’ho lasciato da solo.”

E li mi sono resa conto, che lasciare il papa’ da solo per 3 giorni e’ stato un bel regalo per tutti, Perche’ ha avuto l’occasione di fare il papa’, e di passare piu’ tempo con il suo bimbo. Gli ha insegnato cose nuove, e la frase con cui ha concluso la serata (alle otto e mezza) la dice tutta:

“sono stanco, mi sono alzato presto tutti i giorni, e ho dovuto lavorare tanto per finire tutto entro le cinque e mezza e occuparmi di BB, Vado a dormire”.

AHAHAHAHAH… MA DAVVERO?
Quando si rinizia?

Mom's Life, Pregnancy, Survival Tips

When I became a mom, the fact of being the second wife bothered me even more.

When I met my husband, he was married with one child – seemingly happy. And I was in a long term relationship.
I met him at work and we were simple colleagues.
On top of being in love already (and I believe you can only love one person at a time), I had a mind conditioning rule – very powerful for me – that is: men who are already in a relationship are asexual. This rule prevented me from having feelings for them.
And same for who is now my husband. To me he was an asexual man when I met him! Funny one to be around. And he was a very thrustworthy man. But I did not even consider him an option for a relationship.

A series of events happened since that moment. Long story short: his wife left him, my long term relationship ended… and we got closer. We had developed a friendly relationship where we could talk about our feelings and how to cope with them, but we were just friends. My rule was very powerful!
To be fair, in that period I thought about the possibility of us being a couple, but: come on! He was married, and has a child! I wanted a husband of my own, not a second hand one. And a child? No no no. Forget it. This kept me going for a while.

Until the day… I could not push back this idea anymore. I was really happy around him, I trusted him fully, and he was exactly the man I would have like to marry. But I was scared of being with him for 2 main reasons: he became my best friend, in a city where I knew not so many people, and I did not want to ruin this. He was the only best friend I had in this new place. Second: come on, I get out of a difficult relationship, and I get into one which is more complicated – with a kid and so on?? No way.

But eventually I did. And eventually we got married. And had a child. And that is where it hit me hard. It hit me for the wedding, as I knew he walked down the aile once already, but… having a kid. He had done it already, and that feeling of going through motherhood for the first time while he had done it already, with someone else, hurted me badly.

I was the second wife, the second choice wife, the second mother of his kid. I felt there was nothing special in it as he had done it already, and the minimum I can say is that it made me feel insecure. And I can add inadequate, wrong, and I questioned my choices, and for a period all his acts. I needed reassurance in all he did, without knowing how to explain why. Until I realised I was in a competition with the past, a competition that did not exist but that I had created myself. And this was always in my mind.

I thought he could not be as excited as I was, as he had done it already. I thought he knew everything already, while I was learning all the things a new mom learns in the first months – or year – of her journey. I spent hours reading about the right pushchair, the right bed… he – I assumed – had done that already. I gave birth and had to learn how to feed my son, hold my son, help him sleep. He knew that right?

And I remember clearly that moment, when the baby cryed for the first time, those tears in his eyes. I will always thank him for those tears. It was so reassuring to see that emotion running on his cheeks while he holded my hand.

But as the days went by, it was hard not to think that I was missing out on something, that I was the only inadequate parent, and alone as he had done it already. But then I realised he also did not know how to feed him, how to interpret his noises, how to dress him, how to hold him… he probably forgot, but there we started to learn together how to be parents to the fruit of our love.

I learnt that it is hard to be in a blended family. And it gets harder when the situation is not balanced (one was married with kids and the other one did not). But that it is important to be responsible of your own feelings, and take the time to understand what would be help and work it out together. And communicate.

Sometimes I am still hunted by those thoughts, they will probably will never go away. But in the end what counts is that we are happy, and that we keep doing what is needed to love each other!

FunTime!, Mom's Life, Pregnancy, Survival Tips

Ma come occupi le tue giornate?

Mi porto dietro un pancione da svariati mesi ormai, e oltre al pancione mi trascino anche una quindicina di chili in più. Il bimbo cresce bene, ma pare sia enorme dentro quella sacca! E per qualche ragione sconosciuta inizio ad essere un po’ stanca. Senza contare che ci sono ancora mille cose da fare per preparare il suo arrivo!

Quindi la dottoressa mi consiglia vivamente di smettere di lavorare visto che bébé potrebbe decidere di uscire da un momento all’altro, e di conseguenza da dieci giorni sono a casa dal lavoro.

E per la decima volta, mio marito torna a casa dal lavoro, e mi chiede “cos’hai fatto oggi?”.
Al mio sguardo storto, decide che vuole essere più chiaro, quindi incalza “cioé, ma cosa fai tutto il giorno?”.
Il mio sguardo si fa sempre più storto.

Dedichiamo per favore un minuto di silenzio per la pace nel mondo, e soprattutto per la pace nelle case dei quasi neo genitori.

Grazie.

Decido che merita una risposta questa volta, e rispondo:

“mah, cosa ho fatto…  un po’ di cose di casa…”
“ma cosa fai? non ti annoi?”
non ti annoi!? ANNOIARE?
“ogni tanto si, quando ho un po’ di mal di schiena e sono costretta a sdraiarmi mentre invece vorrei fare mille cose…. mi capita per una frazione di secondo di pensare qualcosa di simile alla noia…. ”
“ah si?”
“si un po’ come quando sei al lavoro, e sei costretto a partecipare ad una riunione particolarmente boriosa, ma ci devi restare, e aspetti che finisca per continuare a lavorare…”
“ah, ma cos’é che non hai il tempo di fare? sei a casa tutto il giorno! ad esempio: oggi cos’hai fatto?”
“mah, mi sono alzata per le 8.30, ho fatto colazione, ho rassettato la cucina, riempito la lavastoviglie, avviato una lavatrice, stirato, poi sono andata a fare la spesa, sono tornata, ho fatto da mangiare, ho chiamato l’assicurazione per le spese mediche, ho riportato un pacco in posta, sono tornata e ho fatto degli esercizi in piscina, poi ho letto un po’, poi mi sono sdraiata che avevo un po’ di mal di schiena, e poi ho iniziato a pensare alla cena. Ho impastato il pane per gli hamburger, ho preparato il resto che ritrovi a tavola ed eccoci qui”

Se solo vedesse la todolist di cose che vorrei terminare prima del parto… ANNOIARMI! pffft!
I’m NESTING not RESTING!

In ogni caso, questa é da inserire nella lista-delle-domande-da-non-fare-ad-una-quasi-neo-mamma.